01/07/2009

product placement

“Il diavolo veste placement”: il futuro del marketing è il product placement, ma ha limiti, regole e obblighi da rispettare.

Il product placement è una tecnica di comunicazione aziendale mediante la quale si progetta e si realizza, a fronte di specifici costi e nel rispetto di definiti contratti, il collocamento di un prodotto o di una marca all’interno di un contesto narrativo precostituito sia questo una pellicola cinematografica, un programma televisivo, un romanzo, un video musicale o un videogioco. Essendo il messaggio commerciale non intrusivo e di natura nascosta, il product placement sembra non attivare nel consumatore l’identificazione dell’intento di marketing, riuscendo meglio nell’obiettivo persuasorio.

Si usa, invece il termine di pubblicità occulta quando avviene in modo non palese e quindi il termine assume una forte connotazione negativa. La pubblicità all'interno di film è la più comune: in molte scene si vedono spesso marchi di famose auto, sigarette, vestiario etc. Questa pratica è vietata dalla legge italiana, limitatamente alla televisione. Uno dei punti di forza della pubblicità occulta sta nel fatto che, con una strategia ben pianificata, permette non solo di raggiungere la propria clientela naturale, ma addirittura di ampliarla (sia geograficamente che socialmente) con un investimento relativamente contenuto.

La legge:

“La legge vieta qualsiasi “camuffamento” di un messaggio pubblicitario sotto sembianze diverse allorchè la dissimulazione della natura pubblicitaria del messaggio sia di per sé idonea ad indurre in errore il destinatario, pregiudicandone il comportamento economico”. (TAR Lazio, 19/6/03, n°5450)

La Corte di cassazione ha specificato che è vietata la pubblicità indiretta che sia fonte di confusione, e lecita la pubblicità che non causi confusione. La legislazione italiana vieta però categoricamente la pubblicità occulta in televisione: il fondamento di tale normativa viene di solito individuata nel bisogno etico di vietare la pubblicità occulta o comunque indiretta. L'Unione Europea in sede di revisione della direttiva Televisione senza frontiere vuole, invece, rivedere questa posizione e ammetterla in ambiti come gli sceneggiati. Le agenzie di pubblicità sono fra chi vuol mantenere il divieto, che ha permesso loro di creare un proprio ruolo insostituibile di intermediazione nella creazione e gestione dei messaggi pubblicitari. Le forme indirette di propaganda sono invece ben viste dalle televisioni locali, che vedono nella pubblicità occulta una possibilità in più per raccogliere fondi.

 Esempi famosi di pubblicità indiretta:

ET.jpg

·        “Il nostro agente all’Avana”, dove il protagonista Alec Guinnes, agente dei Servizi Segreti Inglesi, invia a Londra i disegni di un misterioso macchinario che altro non è che un aspirapolvere Hoover.

·        In “E.T.” Steven Spielberg inserisce in diverse scene le caramelle Reese’s Pieces; dopo l’uscita del film le vendite di quest’azienda aumentarono dell’80%.

·        “Il piccolo grande mago dei videogames è uno dei primi casi di uso massiccio della pubblicità indiretta nei film.

·        Caso eclatante è “Cast away” che fa una vera e propria campagna pubblicitaria alla FedEx, azienda di consegne. Inoltre il naufrago Tom Hanks fa amicizia con un pallone da pallavolo prodotto dalla Wilson Sporting Goods.

·        Il film “007, la morte può attendere” ha portato a ribattezzare una nota canzone di Madonna, “Buy another day” in “Die another day”.

·        In “Minority Report” un cartello pubblicitario invita il protagonista Tom Cruise a fermarsi a bere una Guinness.

coca cola.jpg

In Italia…..

·        Nel film “Notte prima degli esami- Oggi” è stata la Sipra, che appartiene al gruppo Rai, a curarne il ricorso in modo sistematico.

·        Nel film “Natale a New York” spesso i personaggi comprano in negozi “Bulgari”, inoltre quando Fabio De Luigi prende l’aereo per andare a New York è ben visibile il logo della compagnia aerea Eurofly.

passaparola!!

Avviso per l'esame di domani, 2 luglio: i nostri blog saranno giudicati  in aula K2! Fate girare la voce e...in bocca al lupo a tutti!!!!

29/06/2009

a metà strada tra agenzia e quotidiano...

Non ho ancora riportato il link di  www.affaritaliani.it  e lo faccio adesso. Affaritaliani può essere considerato sia un quotidiano on line sia un'agenzia di stampa; la sua peculiarità è data dal fatto che non esiste una versione cartacea di questo sito. Inoltre Affaritaliani può vantare un grandissimo numero di lettori, lo testimonia il fatto di essere l'agenzia di stampa più letta in Italia dopo l'Ansa e di giocarsi il terzo posto come quotidiano on line più letto con L'Espresso e La Stampa dopo i primi due,Corriere e Repubblica. L'homepage del sito è quella di un normale giornale on line. Domina il colore blu, finestra con le notizie più gradite, segnalazione andamento degli indici di borsa; interessanti gli spazi "entertainment" e "coffee break" con notizie su musica, cinema e intrattenimento ed ancora chat, incontri e giochi.