dibattito Hadopi

Il mio post del 23 giugno non rimane isolato…il diritto d’autore è causa di numerosi dibattiti tra i quali il più discusso ultimamente ha un nome ben preciso ed è anche stato argomento di una delle nostre lezioni : HADOPI (Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des droits sur Internet).

Di cosa si tratta ? La legge Hadopi riguarda la protezione della creazione in Internet e concerne principalmente la lotta contro gli scambi illegali di opere tramite la rete. Questa legge è chiamata anche legge Oliviennes, dal nome dell’autore del rapporto al quale essa si ispira. Dopo diversi passaggi davanti alle multiple istanze dello Stato francese la legge è stata promulgata il 12  maggio 2009.

Ma nonostante la sua approvazione, l’Hadopi non ha vita facile e continuano i dibattiti sulla costituzionalità o incostituzionalità di questa legge. Ecco infatti alcuni sviluppi dopo l’approvazione :

(fonte : www.repubblica.it)

 

PEER TO PEER

Colpo alla legge anti-pirati
“L’accesso al web è un diritto”

La legge più rigida di Europa “corretta” dal Consiglio Costituzionale francese. “L’utente potrà essere solo avvisato”

 

 

Disinnescata la bomba francese dell’Hadopi, che doveva essere la legge più severa in Europa contro gli utenti peer to peer (che condividono file di opere pirata su internet).

Con un colpo di scena, il Consiglio Costituzionale francese ha stabilito che la connessione a internet è un diritto fondamentale del cittadino e che quindi nessuna autorità può alienarlo. L’Hadopi obbligava i provider internet a sospendere il contratto di accesso a internet agli utenti colti, per tre volte, a scambiare file pirata.
Adesso, con la presa di posizione del Consiglio, cambia tutto. L’autorità preposta a questi controlli potrà solo avvisare l’utente, scrivendogli che è stato scoperto; non potrà più togliergli l’accesso a internet. Sparisce quindi la sanzione legata all’Hadopi. Resta solo un avviso di dubbio valore deterrente.

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Il Consiglio ha deciso sulla base della dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, che protegge la libertà di espressione. È la prima volta che un’autorità stabilisce in modo così netto che l’accesso a internet fa parte dei diritti fondamentali di espressione. È quindi una decisione che potrà fare storia, spostando l’ago della bilancia del conflitto tra diritti degli utenti e tutela del copyright. Il legislatore francese, approvando l’Hadopi, aveva stabilito che il copyright è più importante del diritto d’accesso a internet. Il Consiglio ribalta la posizione.

Il Consiglio ha deciso in tal senso anche perché – scrive – il diritto francese mette avanti a tutto la presunzione d’innocenza dell’utente (il titolare dell’abbonamento internet). L’Hadopi invece, togliendogli la connessione, lo presumeva colpevole prima di un effettivo processo. Il punto: in realtà, è sempre possibile- scrive il Consiglio- che a fare peer to peer non sia stato il titolare dell’abbonamento internet, ma qualcun altro che ha accesso alla sua connessione. Solo un processo può stabilire chi sia stato il responsabile.
Il Consiglio così appoggia un’idea sempre sostenuta da coloro che, anche in Italia, difendono i diritti degli utenti contro misure severe come l’Hadopi. E cioè che non è possibile identificare con certezza, senza un processo, il titolare dell’abbonamento internet con il responsabile del traffico peer to peer.
Esultano i socialisti francesi, che si erano appellati al Consiglio contro l’Hadopi, accusandola di incostituzionalità. Era l’ultima spiaggia per bloccare la legge, ormai approvata definitivamente. Mossa riuscita, ora si aspetta la reazione della controparte.

 

…Dove sta allora il limite su cui porre dei vincoli e delle punizioni ai “pirati” della rete ma senza cadere nell’incostituzionalità? Questo è ancora un bel dilemma!



dibattito Hadopiultima modifica: 2009-06-29T10:59:00+02:00da margogot
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